Progetto pilota adattamento ai cambiamenti climatici «Presenza, ecologia e controllo dell’ailanto in Svizzera»

Favorito dal clima mite, l’ailanto si diffonde sempre di più nella Svizzera meridionale. Le conseguenze per il bosco di protezione e la biodiversità erano finora poco chiare. Nel frattempo la presenza e le esigenze ecologiche dell’ailanto sono state analizzate e sono state sviluppate strategie adeguate per la gestione e il controllo di questa specie neofita invasiva.

Situazione iniziale

Da alcuni decenni l’ailanto (Ailanthus altissima) si sta diffondendo rapidamente a sud delle Alpi, e la presenza dei primi esemplari è ormai riscontrata anche a nord delle Alpi. Cresce velocemente, è relativamente poco longevo e tende a formare popolamenti puri e densi. Una volta insediato, è difficile da controllare o estirpare con misure di selvicoltura tradizionale.
Obiettivi
Il progetto si è proposto di analizzare per la prima volta in modo esaustivo la diffusione dell’ailanto nella Svizzera meridionale e le esigenze ecologiche della specie. Su tale base si dovevano sviluppare strategie per una gestione e un controllo efficiente ed ecologico dell’ailanto nel futuro. Il progetto doveva fornire strumenti di supporto ai processi decisionali da parte degli operatori forestali e contribuire a una migliore gestione della presenza dell’albero.

Attuazione

  • Mappatura della presenza dell’ailanto in Svizzera sulla base di diverse fonti di dati (rilevazioni cantonali, inventario forestale nazionale, osservazioni proprie ecc.)
  • Analisi delle nicchia ecologica e modellizzazione della possibile diffusione dell’ailanto in futuro
  • Installazione di una rete di dendrometri e stazioni climatiche per la rilevazione delle oscillazioni della crescita in caso di siccità, analisi della dinamica di crescita e di rinnovamento
  • Esperimento per il controllo della specie tramite incisione circolare della corteccia (cercinatura) in due boschi diversi
  • Accompagnamento delle misure di controllo mediante agenti chimici nel Liechtenstein

Risultati

Nei boschi a nord delle Alpi è stato riscontrato, in 90 luoghi diversi, un numero sorprendentemente elevato di esemplari di ailanto. La diffusione osservata è prevalentemente di natura antropica (insediamenti, strade, interventi selviculturali) e favorita da disturbi naturali (incendi boschivi, crolli degli effettivi) e dalle temperature miti (a partire da una temperatura annua media di 9 °C). Lo sviluppo di questi fattori lascia presagire un’ulteriore crescita della potenziale zona di diffusione.

Le analisi del rinnovamento del bosco confermano che la tolleranza all’ombra dell’ailanto è maggiore di quanto inizialmente supposto. Le misurazioni indicano inoltre una minore incidenza della carie del legno rispetto alle aspettative.

Nella lotta contro la presenza della pianta si sono rivelati particolarmente promettenti gli esperimenti con il metodo della cercinatura secondo Martin Ziegler, che consiste nell’incidere tre cerchi completi nella corteccia dell’albero deputata al trasporto della linfa, fino a raggiungere il cambio cribro-vascolare e la parte esterna del cilindro centrale (xilema). Il metodo potrà però essere valutato in maniera definitiva soltanto dopo quattro anni di sperimentazione. Sembra inoltre essere efficace anche la lotta chimica mediante erbicidi. Tuttavia, non è ancora stato chiarito se sia possibile ridurre la quantità di erbicida impiegata.

Conclusioni

L’ailanto è l’esempio paradigmatico di specie neofita che secondo le conoscenze attualmente disponibili richiede una gestione differenziata su base regionale. All’interno della zona relativamente piccola presa in esame, la diffusione dell’ailanto presenta rischi e opportunità. Ne consegue la necessità di convivere con la sua presenza e combatterne la maggiore diffusione.

Il progetto ha fornito una serie di nuovi dati. Ha rivelato per esempio che l’eliminazione completa dei pochi e perlopiù giovani alberi insediati di recente a nord delle Alpi sarebbe ancora fattibile con un carico di lavoro e di costo sostenibile. Per il suo controllo dovrebbe nuovamente essere preso in considerazione il metodo, spesso definito inutile, della cercinatura meccanica. Resta da chiarire la questione della resistenza alla carie del legno in seguito alle ferite da caduta di sassi. Al riguardo sono in corso alcune analisi.

La chiave per il successo della gestione dell’ailanto è un ampio monitoraggio, che a causa della tolleranza all’ombra della pianta dovrebbe essere esteso agli effettivi chiusi nei pressi di alberi a seme. Inoltre occorre formare meglio i servizi forestali affinché possano identificare con celerità i nuovi esemplari e si eviti di confondere l’ailanto con altre specie.


Responsabile del progetto: Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL

Area pilota: Svizzera

Durata: 2014 - 2016

Accompagnamento: Ufficio federale dell'ambiente

Ulteriori informazioni

Contatto

WSL
Marco Conedera
Jan Wunder

marco.conedera@wsl.ch
jan.wunder@wsl.ch

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