Ridefinire l'utilizzo e proteggere le acque

Acque ecologicamente intatte possono affrontare meglio il cambiamento climatico e soddisfare le molteplici richieste della collettività. Si tratta, quindi, di tutelare le risorse idriche da prelievi eccessivi come pure da immissioni di inquinanti e concimi. Inoltre, è importante mantenere o riportare ruscelli, fiumi, laghi e falde freatiche allo stato possibilmente naturale.

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Protezione dall’inquinamento

Un’estesa rete di canalizzazione raccoglie oltre il 97 per cento di tutte le acque di scarico comunali della Svizzera, le quali vengono trattate in circa 800 impianti di depurazione delle acque (IDA) per poi essere immesse in fiumi o laghi. Ma, a causa del cambiamento climatico, questo sistema ben collaudato sta mostrando i suoi limiti: la portata d’acqua inferiore dei fiumi diluisce meno gli scarichi degli IDA, facendo sì che, nonostante la depurazione, l’inquinamento delle acque resti troppo elevato.

Per questo è importante ridurre sempre più gli inquinanti provenienti dagli insediamenti che si riversano nelle acque. Per ridurre il forte inquinamento chimico dei fiumi oggetto di un’alta percentuale di scarichi, entro il 2040 sarà necessario dotare 140 IDA strategici di fasi di depurazione supplementari.

Per il futuro è previsto un aumento dei fenomeni piovosi. In queste situazioni, l’acqua che scorre nella canalizzazione è talmente tanta che gli impianti di depurazione non riescono più a trattarla, e così una parte delle acque di scarico finisce nei fiumi senza essere stata depurata. Per prevenire tale scenario, in futuro l’acqua piovana proveniente da superfici impermeabilizzate non dovrà più essere immessa nella canalizzazione ma dovrà essere infiltrata o trattenuta nell’insediamento stesso con ancora maggiore coerenza. Tali misure possono anche contribuire ad attenuare il crescente stress da calore nelle città.

Le acque si trovano ad affrontare anche un’altra sfida, ossia l’immissione di inquinanti provenienti dalle attività agricole: residui di prodotti fitosanitari e concimi finiscono nelle acque sotterranee, nei fiumi e nei laghi, compromettendo in alcuni luoghi sia l’approvvigionamento di acqua potabile sia l’ecologia delle acque. L’aumento delle forti precipitazioni incrementa il dilavamento nelle acque di sostanze nutrienti e inquinanti dai campi coltivati. Inoltre, le maggiori precipitazioni invernali aumentano l’immissione nelle acque sotterranee dei nitrati presenti nei concimi. Pertanto, è fondamentale ridurre la quantità di inquinanti scaricati, come auspicato dalla Confederazione nel «Piano d’azione sui prodotti fitosanitari» avviato nel 2017.

Grafico delle misure volte a rafforzare lo stato delle acque

Grafico delle misure volte a rafforzare lo stato delle acque
Se le acque sono prossime allo stato naturale, riescono ad affrontare meglio le sfide del cambiamento climatico rispetto alle acque profondamente modificate dall’intervento dell’uomo. L’attuazione di misure di protezione delle acque assumono, quindi, un ruolo sempre più importante. Per mantenere o ripristinare lo stato naturale delle acque, sono necessarie varie misure.

Prevenire lo sfruttamento eccessivo

Presso molti siti di acque sotterranee nonché fiumi e laghi svizzeri vengono effettuati prelievi di acqua destinati agli insediamenti, all’industria, all’artigianato e all’agricoltura. In termini quantitativi, spiccano i circa 1500 prelievi di acqua da parte delle centrali idroelettriche. La legge federale sulla protezione delle acque stabilisce la quantità di acqua che deve rimanere a valle dei punti di prelievo, impedendo in tal modo che le acque si prosciughino, in parte o del tutto.

Le zone umide, ma anche molti fiumi e ruscelli necessitano di acque sotterranee con livelli sufficientemente alti per non prosciugarsi o trasportare troppa poca acqua durante i periodi di siccità. Per questo è importante che i prelievi di acque sotterranee avvengano in modo parsimonioso.

Quando le temperature salgono, la natura ha bisogno di più acqua. L’utilizzazione delle risorse idriche deve adeguarsi a questo maggiore fabbisogno naturale, così da non danneggiare gli ecosistemi. Inoltre, quando l’acqua scarseggia, occorre stabilire delle priorità in tal ambito. È importante non perdere di vista il futuro, per quanto lontano possa apparire, dal momento che le opere idrauliche e le concessioni di utilizzo durano molti decenni.

Vincitori e sconfitti dei cambiamenti climatici

Vincitori e sconfitti dei cambiamenti climatici
I cambiamenti climatici modificano gli ecosistemi acquatici e gli organismi acquatici in molteplici modi e porteranno a una nuova composizione delle specie.
© Rappresentazione propria secondo Benateau et al. (2019)

Auspicare la prossimità allo stato naturale

In Svizzera diversi ostacoli presenti nelle acque compromettono la mobilità di numerosi organismi acquatici. È il caso delle dighe e delle centrali idroelettriche, che ostacolano la migrazione di pesci e altre specie, ad esempio i gamberi, o la impediscono del tutto. 

Durante il XX secolo, molti corsi d’acqua sono stati rettificati e canalizzati per proteggere da eventi di piena; inoltre, la gran parte delle zone umide della Svizzera è stata bonificata per ricavarne terreni. Oggi circa 16 000 chilometri, pari a un quarto di tutti i corsi d’acqua della Svizzera, sono compromessi in termini di struttura o addirittura scorrono in condotte sotterranee.

Con la revisione della legge sulla protezione delle acque, nel 2011 la Svizzera ha avviato due progetti generazionali di risanamento delle acque: 

Entro il 2030, sarà resa più facile la migrazione dei pesci presso  1000 barriere, saranno eliminate le eccessive variazioni di portata di circa 100 centrali idroelettriche e risanati 500 impianti con deficit di apporto solido. In tutto il Paese sono inoltre iniziati i lavori per restituire maggiore spazio e ripristinare condizioni naturali lungo circa 4000 chilometri di corsi d’acqua entro il 2090, come pure per incrementare la presenza di zone d’ombra. 

I risanamenti ecologici e le rinaturazioni rendono la vita acquatica più resistente di fronte al cambiamento climatico. Non da ultimo, contribuiscono a migliorare l’interconnessione degli habitat naturali e a rendere più bello il paesaggio. Altrettanto importanti sono però le misure di protezione del clima volte a contenere il rialzo della temperatura dell’acqua e le variazioni di portata. 

Interconnessione nel contesto delle mutate condizioni degli habitat

Interconnessione nel contesto delle mutate condizioni degli habitat
Per lo spostamento di specie e habitat è necessario che siano in grado di affrontare il tragitto (1) verso l’habitat a quote più elevate (2) e che questo sia privo di ostacoli alla migrazione (3). Lo spostamento è limitato in quanto man mano che si sale di quota le condizioni degli habitat cambiano notevolmente (4 e a destra).
© nach Benateau et al. (2019)

L’essenziale in breve si trovano anche nell'opuscolo CH2018, disponibile in forma stampata o in formato elettronico. 

Ulteriori informazioni

Dokumente

Effetti dei cambiamenti climatici sulle acque della Svizzera

Il rapporto «Effetti dei cambiamenti climatici sulle acque della Svizzera» offre un compendio dei risultati e costituisce il presupposto per l’accesso a ulteriori dati e informazioni specialistiche.

Ultima modifica 22.06.2021

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Opuscolo sugli scenari Hydro-CH2018

Questo opuscolo spiega il funzionamento del regime idrico della Svizzera e quali sono i cambiamenti previsti.

Come influiscono questi cambiamenti sulla gestione dell'acqua?

Potete trovare maggiori informazioni qui.

https://www.nccs.admin.ch/content/nccs/it/home/klimawandel-und-auswirkungen/schweizer-hydroszenarien/kernaussagen/nutzungen-anpassen-und-gewaesser-schuetzen.html