Inverni poveri di neve

Verso la metà del secolo anche gli inverni saranno nettamente più caldi di oggi. Complessivamente avremo più precipitazioni, ma a causa delle temperature più elevate esse cadranno piuttosto sotto forma di pioggia. Soprattutto alle quote più basse le nevicate saranno più rare e meno presenti. Di conseguenza le regioni della Svizzera ricche di neve si ridurranno.

 

Temperatura invernale

Rialzo della quota dell’isoterma di zero gradi in inverno

Possibile attorno alla metà del XXI secolo

da +2 °C a +3,5 °C

da 400 a 650 m

Possibile verso la fine del XXI secolo

da +3 °C a +5,5 °C

da 700 a 1050 m

Possibile entità delle variazioni rispetto al periodo 1981–2010, senza provvedimenti di protezione del clima (fascia di oscillazione delle simulazioni). Valori medi su 30 anni tipici per tutta la Svizzera.Le variazioni di temperatura sono da considerare con un margine di precisione di 0,5 °C.
Possibile scenario attorno al 2060

In inverno la temperatura è in media di 3,5 °C più alta di quella d'inizio secolo. Nevica più raramente e di meno. Alle basse quote i quantitativi di neve fresca sono diminuiti della metà. L'isoterma di zero gradi è salito di 650 metri e si situa in inverno a circa 1500 metri di quota.

L'attuale riscaldamento climatico sta già avendo notevoli ripercussioni sulla presenza della neve e del ghiaccio. Dal 1850 i ghiacciai delle Alpi hanno perso circa il 60 % del loro volume. Dal 1970 nelle regioni al di sotto degli 800 metri di quota il numero di giorni con neve al suolo si è dimezzato. 

In futuro, in Svizzera, le temperature medie invernali aumenteranno ulteriormente. Entro la metà di questo secolo la quota media dell'isoterma di zero gradi durante l'inverno potrebbe salire dagli attuali 850 metri fino a quasi 1500 metri. Il regime delle nevicate muta a causa di due effetti sovrapposti: da un lato le temperature più elevate fanno sì che la maggior parte delle precipitazioni cada sotto forma di pioggia e, dall'altro, i quantitativi di precipitazione saranno in inverno nell'insieme superiori. 

Ciononostante, in complesso, nel nostro Paese si assisterà a una considerevole diminuzione sia delle nevicate, sia della copertura nevosa. Questo riguarda soprattutto le basse quote e il periodo primaverile. Al di sotto dei 1000 metri di quota la copertura nevosa si ridurrà di circa il 50 % entro la metà del secolo e probabilmente di oltre l'80 % entro la fine del secolo. 

Tuttavia, anche le quote più elevate subiranno delle conseguenze: la grande maggioranza delle località alpine dovrà fare i conti con una diminuzione delle nevicate, soprattutto in primavera. I minori quantitativi di neve si ripercuotono anche sui ghiacciai in quanto verrà loro a mancare il nutrimento: la loro fusione subirà un'accelerazione. 

In inverno la situazione meteorologica locale è spesso determinata da fenomeni su piccola scala come le inversioni termiche e i cosiddetti «laghi di aria fredda». Perciò i quantitativi di neve variano molto e risulta difficile simularli con un modello climatico. Questo significa che anche in futuro si potranno ancora avere, di tanto in tanto, inverni ricchi di neve. 

I cambiamenti relativi alle nevicate e alla copertura nevosa non hanno conseguenze solo per il turismo invernale, ma sono determinanti anche per le infrastrutture idroelettriche e i trasporti.

L’essenziale in breve si trovano anche nell'opuscolo CH2018, disponibile in forma stampata o in formato elettronico. 

Ultima modifica 06.12.2018

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« Il turismo invernale è un fattore fondamentale per la nostra regione. I nuovi dati ci aiutano a valutare meglio cosa aspettarci con il cambiamento delle condizioni di innevamento. » 

Carmelia Maissen, Presidente del Consiglio comunale di Ilanz/Glion

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